sabato 5 maggio 2018

Sulla discarica di Colle d'Anchise

Spett.li

Regione Molise

Dipartimento IV

Dipartimento IV Governo del Territorio, Mobilità e Risorse Naturali

Via Genova n.11

86100 Campobasso

regionemolise@cert.regione.molise.it


Regione Molise Servizio Valutazioni Ambientali

Via Nazario Sauro, 1

86100 Campobasso

regionemolise@cert.regione.molise.it


ARPA Molise

Via Ugo Petrella,1

86100 Campobasso

arpamolise@legalmail.it

               





Oggetto: Progetto per "il completamento della funzionalità del polo impiantistico di Montagano (CB) con recupero volumetrico in agro di Colle d'Anchise (CB) mediante la tecnica del Landfill Mining"

Ditta : Giuliani Environment Srl

   

OSSERVAZIONI



Il WWF Italia, delegazione regionale Molise, in persona del delegato, avv. Giuseppina Negro, intende rappresentare quanto segue in merito al progetto in oggetto.


La Società Giuliani Environment Srl ha dichiarato la necessità  di proseguire l'attività degli impianti di Montagano (CB) essendo prossimo l'esaurimento della coltivazione autorizzata presso il detto impianto.

A tal fine si propone aprire una nuova discarica in agro di Colle d'Anchise nel sito della dismessa discarica attraverso un intervento che prevede il recupero volumetrico dell'area con  la tecnica del "Landfill Mining" (escavazione del rifiuto e il successivo recupero delle frazioni riciclabili e recuperabili, lo smaltimento definitivo di quelle non recuperabili nella nuova discarica), la stabilizzazione del versante, l'impianto di una rete di regimazione superficiale e profonda delle acque.

Il sito di Colle d'Anchise è stato prescelto per l'ubicazione strategica, data la posizione baricentrale rispetto al bacino di utenza, e perché ben servita da vie di accesso.

Nell'elaborato "inquadramento progettuale" la società afferma che "l'intervento di Landfill Mining può essere considerata come un'attività di Recupero R12 (scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate a R1 a R11) indicate nell'allegato C della parte IV del D.Lgs 152/2006.

Per tal motivo ritiene che l'intervento attuato con la tecnica del Landfill Mining non sia soggetta alle procedure previste dalla parte IV - titolo IV del D.Lgs 152/2006 relativo alla bonifica dei siti inquinati.

E infatti gli elaborati e gli studi proposti, anche con riguardo agli impatti ambientali, non riguardano le operazioni e le attività di Landfll Mining.

Contrariamente a quanto sostiene la ditta, la tecnica del Landfill Mining è un intervento di bonifica ovvero una delle varie opzioni di intervento, con la particolarità che consente il recupero di alcuni tipi di rifiuti  verso altri utilizzi.

E in effetti la rimozione dell'ammasso dei  rifiuti, ottenuto attraverso l'escavazione e il trattamento e la contestuale predisposizione in loco di un sito idoneo  per lo smaltimento dei rifiuti non utilizzabili, può consentire di giungere alla soluzione definitiva del problema ambientale della vecchia discariche e della fonte di contaminazione, con eliminazione dei costi delle operazioni di monitoraggio e post-chiusura della discarica.

Tant'è che la stessa ditta dichiara che l'intervento proposto consentirà di "recuperare definitivamente il sito".

In ogni caso va considerato che il Landfill Mining costituisce una operazione ingegneristica complessa ed è difficile standardizzare le condizioni di processo  sia per l'elevata disomogeneità dei rifiuti depositati sia per le caratteristiche specifiche del sito di intervento.

Il requisito essenziale per rendere l'intervento efficace dal punto di vista tecnico ed ambientale è  una conoscenza dettagliata delle caratteristiche della discarica e dei rifiuti, da cui deve conseguire un'impostazione progettuale accurata, che prospetti le  diverse possibilità di intervento e i criteri progettuali da adottare, nonché la definizione di tutte le misure operative e dei relativi aspetti di costo.

La ditta si è limitata a indicare sommariamente le fasi principali del processo ("In funzione della vetustà e concezione progettuale della discarica si è proposto di procedere con l'escavazione del rifiuto ivi contenuto e il successivo recupero delle frazioni riciclabili e recuperabili, lo smaltimento definitivo di quelle non recuperabili in un bacino con caratteristiche idonee di garanzia a tutela delle matrici ambientali, da realizzare ai sensi del D.Lgs. 36/2003 e s.m.i.") e a prevedere delle cautele in fase di lavorazione, rinviando alla fase attuativa l'esecuzione dell'indagine preliminare sulle caratteristiche dell'area d'intervento e dei rifiuti.

Invece tali indagini devono essere eseguite prima e in funzione della autorizzazione.

Infatti la necessità che l'intervento di Landfill Mining sia approfondito sin da subito in tutti i suoi aspetti, compreso quello dell'impatto ambientale,  proviene sia dalla vastità dell'operazione proposta, sia dall'oggetto dell'intervento che è una discarica, sia dai rischi ambientali posti dall'intervento di Landfill Mining, che sono così illustrati in letteratura (Cossu, Marcario):

<< I. Presenza di biogas (miscela di metano, anidride carbonica e di altri gas in traccia) dovuto alla degradazione anaerobica dei rifiuti. Ciò può comportare rischi di asfissia e di tossicità per gli addetti alle operazioni di scavo e diffusione di cattivi odori, con disagi per gli individui esposti (operai, abitanti nelle vicinanze della discarica). Inoltre il metano forma con l'aria, in un intervallo di concentrazione compreso tra il 5 ed il 15% vol, miscele esplosive, analoghe al grisou che si forma nelle miniere di carbone. La ditta ne parla in termini di cautele da adottare durante le operazioni

II. Instabilità dei rifiuti. I rifiuti si configurano come un terreno sciolto, con tessitura molto eterogenea. In genere le peculiarità meccaniche del materiale, alta compressibilità e buon angolo di attrito, sono tali, in condizioni ben drenate, di consentire scavi anche con pareti in forte pendenza. Materiali quali plastica, carta e tessili fungono infatti come una sorta di armatura del materiale. Tuttavia in presenza di elevati livelli idrici nel corpo rifiuti, o di sacche di biogas e falde sospese di percolato o di depositi di materiali incoerenti (ceneri, fanghi di depurazione, terre, gessi, ecc) sono possibili locali fenomeni di instabilità che possono mettere a rischio l'incolumità fisica degli addetti.

III. La movimentazione dei rifiuti può dar luogo ad emissione di polveri.

IV. Possono registrarsi tracimazioni di percolato.

V. Nella discarica possono incontrarsi anche rifiuti pericolosi smaltiti quando le normative erano meno restrittive.

Per contenere gran parte dei problemi di impatto ambientale del Landfill Mining, vengono anche proposti pretrattamenti in situ dei rifiuti depositati, mediante la tecnica dell'aerazione prolungata, a bassa pressione, con contemporaneo allontanamento del percolato (tecnologia "AirFlow").

Solo per le discariche di inerti o nei rari casi in cui la stabilizzazione biologica abbia raggiunto livelli molto elevati è possibile effettuare lo scavo senza misure di pretrattamento dei rifiuti o dopo semplice aspirazione del biogas. >>


Riteniamo pertanto che la documentazione prodotta debba essere integrata:

- con specifiche indagini atte ad acquisire informazioni di dettaglio sulle caratteristiche morfologiche e geomeccaniche dell'ammasso dei rifiuti, sulla caratterizzazione merceologica, chimico-fisica e granulometrica dei rifiuti e sulla qualità ambientale della discarica, intesa come definizione della quantità e qualità delle emissioni di percolato e di biogas prodotte nonché dei livelli di accumulo di tali fluidi nel corpo della discarica;

- con la  predisposizione di un adeguato e specifico progetto di intervento e delle misure di sicurezzache illustri anche la bontà ed efficacia della scelta tecnica del Landfill Mining proposta dalla ditta, sulla base degli esiti delle indagini eseguite

- con l'indicazione di dettaglio dei costi dell'intervento di Landfill Mining  

- con la valutazione dell'impatto ambientale legato all'attività di Landfill Mining, se adeguata tecnologicamente alle caratteristiche del sito e al suo grado di contaminazione

In assenza di tali integrazioni non è possibile eseguire una valutazione accurata del progetto proposto né tantomeno pervenire ad alcuna autorizzazione ambientale.


Solo in limine e per mera cautela si rappresenta che nonostante i numerosi elaborati non viene indicata la destinazione delle acque meteoriche di dilavamento. E peraltro non si ritiene che il semplice trattamento in vasca possa evitare l'autorizzazione.


Isernia, lì 03/05/2018

                               

                            WWF Italia– Delegazione regionale Molise                                          

                                                                                                             

mercoledì 14 marzo 2018

Rifiuti a Sassinoro

riceviamo e condividiamo



Alla c.a.
SINDACI di Sepino,  Cercemaggiore,
San Giuliano del Sannio, Vinchiaturo,
Cercepiccola, Guardiaregia, Riccia.
p.c. Sindaco di SASSINORO  (BN)
p.c. Arcivescovo di Campobasso-Bojano
p.c. Questore di Campobasso
p.c. Rete dei Comitati e delle Associazioni di
tutela ambientale di Campania e Molise
p.c. Presidente Giunta Regionale del Molise
p.c. Presidente Provincia di Campobasso
p.c. Comitato per il rispetto e la tutela del
territorio di SASSINORO (BN)
p.c. Comando Provinciali Carabinieri  (CB)
p.c. CGIL-CISL-UIL Molise
p.c. Prefetto di Campobasso


OGGETTO : Costruzione di un Mega-Impianto di trattamento della frazione umida di rifiuti per 22
mila tonnellate annue nel Comune di SASSINORO (BN) al confine con il Molise. Comunicazione.


A seguito di più assemblee popolari, un nucleo di cittadini di SASSINORO (BN) ha costituito il COMITATO per il Rispetto e la Tutela del Territorio -  comitatortt@libero.it per sostenere ogni iniziativa di lotta, mobilitazione popolare, contenzioso, impugnativa e manifestazione pubblica a salvaguardia della Valle del Tammaro, del Parco del Matese, del Tratturo Pescasseroli – Candela, dei siti archeologici, storici e religiosi dell’area, della Diga di Campolattaro – Morcone, e delle attività agricole, artigianali, turistiche, culturali, sociali, zootecniche, ricettive, commerciali e produttive della parte di Sannio coinvolta a confine tra Campania e Molise. Nei prossimi giorni il Presidente ed il Direttivo del Comitato, promuoveranno le prime iniziative pubbliche con presidi, volantinaggi, incontri, assemblee, diffide e solleciti, che necessitano di adesioni, sostegni e partecipazione attiva al fine di scongiurare un insediamento sbagliato osteggiato sia dall’Amministrazione Comunale di Sassinoro che dalla Provincia di Benevento. Tra le diverse ipotesi di lotta al vaglio del Comitato c’è anche quella di promuovere un presidio permanente lungo la SS 87  Campobasso-Benevento al confine tra le due regioni per richiamare l’attenzione dei cittadini, delle associazioni e delle amministrazioni sia della Campania che del Molise, stante le ricadute che si determinerebbero nella Valle del Tammaro e che coinvolgerebbero anche parte del territorio molisano. Solo una ferma e netta opposizione popolare, delle imprese, degli enti locali e delle forze sociali, potrà evitare che a distanza di dieci anni dalle decisive lotte contro le eco-balle napoletane a Colle Alto lungo il Tammaro tra Morcone e Sepino, il nostro territorio anziché puntare sul valore aggiunto dell’istituendo Parco Nazionale del Matese diventi la sede operativa per trattare migliaia di tonnellate di rifiuti.
Campobasso, 13 marzo 2018
Michele Petraroia

martedì 20 febbraio 2018

Biomasse e salute

Riceviamo dall'Associazione medici per l'Ambiente e pubblichiamo


COMUNICATO STAMPA

“No al Decreto sulle normative in materia di foreste; basta tagli di alberi che aumentano l’inquinamento atmosferico”



L’Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia e il Gruppo di Ricercatori e Scienziati di Energia per l’Italia esprimono la più profonda preoccupazione per la recentissima approvazione da parte di entrambi i rami del Parlamento del Decreto Legislativo “Disposizioni concernenti la revisione e l’armonizzazione della normativa nazionale in materia di foreste e filiere forestali” in attuazione dell’articolo 5 della legge 28 Luglio 2016, n. 154 ed attualmente alla firma del Presidente Mattarella. Il D.Lgs favorisce in modo incondizionato e sistematico il taglio esteso di boschi ed aree, fino ad oggi protette, per l’utilizzo delle masse legnose a fini energetici nelle centrali a biomasse. Tale pratica comporterebbe inevitabilmente un ulteriore aggravio dell’inquinamento atmosferico con ricadute negative per salute della popolazione italiana, dimenticando che l’Italia, con 90 mila morti premature all’anno sulle 487.600 del continente europeo, è ai vertici di questa triste classifica e per questo sotto procedura d’infrazione.
Già oggi in Italia le biomasse solide sono responsabili di circa il 70% del PM2.5 primario, che rappresenta (dati ISPRA) circa la metà del PM 2,5 totale, responsabile di 59.630 decessi prematuri ogni anno secondo l’UE. Si può stimare quindi che la combustione di biomasse in Italia sia responsabile, considerando le sole emissioni di particolato, di numerosissime morti premature, di ricoveri per patologie acute (soprattutto negli esposti più suscettibili come bambini e anziani), di alterazioni della fertilità, della gravidanza e del periodo perinatale e di numerose patologie croniche (soprattutto cardio-respiratorie, metaboliche e neurologiche) per le quali è ormai riconosciuto un importante ruolo causale per questo inquinante atmosferico. Agli effetti delle emissioni di particolato andrebbero aggiunti gli impatti ambientali e sanitari da emissioni di composti organici clorurati, VOCs, IPA, metalli pesanti, spesso non adeguatamente monitorati e, in alcuni casi, persino non normati.
E’ quindi veramente paradossale che, di fronte al problema dei cambiamenti climatici, della perdita di biodiversità e fertilità dei suoli, dei recenti devastanti incendi di cui sempre più, dal Nord al Sud, si sospetta il legame criminale con le centrali a biomasse*, invece che conservare gli alberi esistenti e piantarne altri, se ne incentivi il loro abbattimento.
E’ dimostrato che lasciare boschi e foreste alla loro evoluzione naturale ne favorisce la ricchezza in biodiversità ed anche in ambiente urbano la presenza di alberi aumenta il benessere psicofisico delle persone, contrastando anche patologie degenerative quali Parkinson e Alzheimer.
Un’assurda interpretazione delle “energie rinnovabili” porta ancora una volta a incentivare i processi di combustione (biomasse, biogas, biometano, rifiuti…) piuttosto che la sola, vera energia rinnovabile rappresentata dal sole e dai suoi derivati (vento, onde, maree). Si dimentica che aumentare la fertilità dei suoli restituendo alla Terra il materiale organico ottenuto da compostaggio - e non certo il digestato da impianti a biogas- aumenta il sequestro di Carbonio dall’atmosfera, nonché biodiversità e fertilità dei suoli, contrastando in modo determinante anche i cambiamenti climatici. Chiediamo che vengano finalmente ascoltati gli appelli che da anni autorevoli Ricercatori, Scienziati e Giuristi rivolgono ai decisori politici** e che si aprano Tavoli Tecnici con esperti indipendenti nel settore dell’energia.
Rivolgiamo quindi un vibrante appello al Governo affinché non adotti - e al Presidente della Repubblica affinché non firmi - questo disastroso Decreto legislativo, ricordando che boschi, suolo, paesaggio sono Beni della Collettività e come tali salvaguardati dalla Costituzione Repubblicana e non ulteriore occasione di profitto per pochi soggetti privati.

Roma, 19 febbraio 2018



Il Presidente Il Presidente del Gruppo
ISDE ITALIA Energia per l’Italia
Dott. Roberto Romizi                                                           Prof. Vincenzo Balzani

Per contatti e info:
isde@isde.it  e energiaperlitalia@googlegroups.com

*http://www.savonanews.it/2017/01/26/leggi-notizia/argomenti/cronaca-2/articolo/legna-di-san-bernardino-per-alimentare-le-centrali-di-biomassa-in-piemonte-striscia-la-notizia-inda.html
*http://www.catanzaroinforma.it/notizia104807/Incendi-boschivi-gli-interessi-criminali-legati-alle-centrali-a-biomasse.html#
**http://www.energiaperlitalia.it/appello-elezioni-politiche-2018/

lunedì 19 febbraio 2018

24 marzo 2018: Earth Hour 2018 - prime informative ed adesioni

Earth Hour 2018 - la lettera inviata

Gentile Sindaco,
con la presente Le chiediamo di rinnovare l’impegno dimostrato dal Suo Comune, nel corso della scorsa edizione, aderendo a Earth Hour 2018, la più grande mobilitazione globale dei cittadini e delle comunità di tutto il Pianeta per la lotta al cambiamento climatico,  attraverso lo spegnimento simbolico di un monumento o di un edificio sabato 24 Marzo dalle ore 20.30 alle ore 21.30 (ora italiana).
 
Nel 2017 hanno aderito 90 Comuni molisani all’evento. Infatti il Molise ha registrato il maggior numero di adesioni in Italia.

A tal proposito, Le alleghiamo la richiesta ufficiale che spiega le modalità e  l’importanza di questo gesto simbolico.

La invitiamo a segnalarci la Sua adesione in tempi brevi rispondendo a questa e-mail comunicandoci:
·        cosa verrà spento (piazza, municipio, villa, castello, monumento…);
·        referente del Comune per lo spegnimento;
·        eventuali attività di sensibilizzazione dedicate.

In questo modo potremo già inserire il Suo Comune nella lista che comunicheremo al WWF Italia (http://www.oradellaterra.org/).

Gli spegnimenti molisani della scorsa edizione sono visibili al seguente link: https://goo.gl/kgt7zZ

Confidando nella Sua disponibilità, porgiamo i nostri cordiali saluti.
                        Lucio Fatica-Presidente WWF Molise OA
info@wwfmolise.it
Seguici anche su Facebook: www.facebook.com/wwf.molise
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Earth Hour 2018 - le risposte


COMUNE (in ordine di adesione) - Spegnimento ore 20,30-21,30
  1. SCAPOLI - Municipio
  2. CIVITACAMPOMARANO - Castello di Civitacampomarano
  3. LUPARA - Castello di Lupara
  4. SANT’ELENA SANNITA - Monumento ai Caduti di guerra
  5. ROCCASICURA - Piazza Sant’Antonio
  6. CAMPOMARINO - Piazza Santa Maria a Mare
  7. SANT’ANGELO LIMOSANO - Chiesa madre, Rampa Vittorio Emanuele III, villa comunale e villa di San Rocco
  8. VASTOGIRARDI - Piazza Vittorio Emanuele
  9. CAMPOCHIARO - Municipio
  10. DURONIA - Monumento ai 36 duroniesi scomparsi nella tragedia della miniera di Monongah
  11. ISERNIA - Fontana Fraterna
  12. GUARDIAREGIA - Villetta comunale
  13. CASALCIPRANO - Locali Comunali e Parco dell’Annunziata
  14. TAVENNA - Villa comunale
  15. GAMBATESA - Piazza Vittorio Emanuele III
  16. MATRICE - spegnimento di pubblica illuminazione sulla Via Calvario – nel particolare il tratto che parte dal “calvario” e arriva al Cimitero comunale
  17. PIETRACUPA - Campanile
  18. PESCOLANCIANO - insert
  19. BARANELLO - insert
  20. CAMPODIPIETRA - insert
  21. CAMPOCHIARO - Campanile
  22. PIETRACUPA - Campanile

mercoledì 14 febbraio 2018

Campagna WWF One Million Ponds: Aggiornamenti materiali su pagina sito Remoto





Care e Cari,

due aggiornamenti in merito a documentazione caricata sul sito Remoto WWF, nella pagina dedicata alla Campagna One Million Ponds Campagna WWF per la tutela e sensibilizzazione delle Piccole Zone Umide http://www.wwf.it/regioni/2018___check_up_piccole_zone_umide.cfm :

 

-il nostro presidente Onorario Fulco Pratesi, che ringraziamo ancora moltissimo, ha omaggiato la nostra Campagna di un suo bel disegno, disegno che potrete utilizzare per promuovere la Campagna stessa o utilizzare  in occasione di eventi, iniziative, ecc.

 

-come richiesto da parte di alcune OA, e grazie alla collaborazione con alcuni voi , abbiamo riportato, per vostra praticità , il testo della Scheda Censimento in formato word e PDF , affinchè possa essere un utile supporto da consultare e/o portare con se  sul campo per poi, dopo, riportarne i dati nella scheda on line.

 

Ringraziandovi per la collaborazione,  rinnoviamo l'invito a coloro che ancora non lo avessero fatto, di comunicarci le iniziative/attività, ecc.  previste che state organizzando relativamente alla Campagna e......compilate la scheda del censimento J!

Come sempre, rimaniamo a vostra disposizione (conservazione@wwf.it)

Buona serata.

 Ufficio Conservazione WWF

 

 

 

 

 



venerdì 13 ottobre 2017

Urban Nature meno 1




DOMENICA 15 OTTOBRE CON URBAN NATURE IL WWF DA SPAZIO ALLA BIODIVERSITA' IN CITTÀ

SEMPRE MENO BAMBINI A CONTATTO CON IL VERDE
SALUTE A RISCHIO A CAUSA DEL 'DEFICIT DI NATURA'

Alle 12,00 sulla Terrazza del Pincio a Roma
appuntamento con la stampa per evento centrale



La popolazione urbana, secondo le stime più recenti è in continua crescita e nel 2050 costituirà l'80% della popolazione totale. Soprattutto per ragazzi e bambini, il contattocon il verde urbano è spesso l'unica occasione per vivere la natura nel quotidiano. Parchi e giardini hanno un ruolo fondamentale nel contrastare il cosiddetto "deficit di natura" descritto dall'autore e giornalista americano Richard Louv. Basandosi sui risultati di studi scientifici, Louv è giunto alla conclusione che quanto più spesso è confinato in un ambiente artificiale, tanto più l'essere umano ha bisogno - per mantenere la propria salute mentale e fisica – di un contatto compensatorio con la natura. Ciò è particolarmente vero in età evolutiva, quando il libero movimento è parte essenziale della crescita.
Ad esempio uno studio del 2008 della Columbia University ha correlato i tassi di asma infantile con la densità di alberi per le strade. I risultati indicano che la presenza di 343 alberi per chilometro quadrato riduce del 25% l'incidenza della malattia in ambito urbano. In una relazione pubblicata di recente dal National Trust si segnala che a partire dagli anni Settanta l'area in cui i bambini possono vagare senza sorveglianza è diminuita di quasi il 90%. In una generazione la percentuale di bambini che gioca regolarmente in luoghi selvaggi nel Regno Unito è scesa da più della metà a meno del 10%. Negli Stati Uniti, in soli sei anni (1997 -2003) i bambini con particolari hobby all' aperto sono diminuiti della metà. I ragazzi dagli 11 ai 15 anni in Gran Bretagna spendono, in media, la metà del loro tempo attivo davanti a uno schermo. Negli ambienti urbani la qualità dell'aria è peggiorata e lo stile di vita è diventato ancora più sedentario.
Il deficit di natura comporta disattenzione, svogliatezza, noia, persino ansia e depressione, oltre ai tradizionali pericoli legati alla sedentarietà. La vita sedentaria, l'inquinamento atmosferico, la mancanza di contatto con l'ambiente naturale stanno provocando l'aumento di patologie dell'infanzia come obesità, rachitismo, asma e allergie. In Italia i dati del Ministero della Salute e dell'OMS forniscono una fotografia allarmante della situazione dei nostri minori: il 21% dei bambini è in sovrappeso mentre quasi il 10% è obesosolo il 18% dei bambini pratica almeno un'ora di sport al giorno.


Domenica 15 ottobre il WWF dà spazio alla biodiversità in città grazie a  URBAN NATURE  il primo evento nazionale dedicato alla natura urbana, organizzato dal WWF in collaborazione con l'Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) e con il progetto CSMON-LIFE. Urban Nature ha l'obiettivo di coinvolgere i cittadini nell'esplorare, conoscere e 'ri-costruire', laddove sia assente o poco curata, la biodiversità delle metropoli. L''invito del WWF è quello di arricchirle sempre di più di spazi che possano garantire più ricchezza di vita, svago, aria pulita, e perfino cibo e per questa ragione è stato realizzato un apposita vademecum con consigli  fai da te su come migliorare la biodiversità in città. L'elenco degli appuntamenti, tutti gratuiti, è ormai ricchissimo, con più di 100 eventi in oltre 50 città italiane come Trieste,BolognaMilanoGenovaFirenzePerugiaChietiRovigoNapoli,PotenzaCataniaPalermoCasertaBergamoLecceLivornoPistoia.
Sarà anche un grande momento di citizen science; domenica infatti i partecipanti creeranno la prima Mappa Nazionale della Biodiversità urbana attraverso un'App gratuita sviluppata nell'ambito del progetto europeo CSMON-LIFE (con capofila l'Università di Trieste), partner dell'evento. Passeggiate alla ricerca di specie selvatiche nelle ville comunali e parchi cittadini come la Reggia di Caserta, lungo le mura di Ferrara, nel Parco di Camaldoli a Napoli. A Lecce verrà piantato un esemplare di quercia vallonea dedicato all'ultimo nato in città mentre a Cagliari il Parco di Molentargius dedicherà a Urban Nature la visita negli stagni dei fenicotteri, ormai simbolo naturale della città. E poi cacce al tesoro in 22 città con premi, laboratori e spettacoli 'verdi': Urban Nature è pensato proprio per aggregare tutte quelle componenti attive che da anni stanno lavorando autonomamente e spesso anche in modo silenzioso per arricchire le nostre città di verde e biodiversità. Grazie all'impegno dei volontari, della Rete WWF, le Oasi e i tanti gruppi attivi sul territorio il programma è ricchissimo e molti appuntamenti verranno guidati dai ragazzi che hanno svolto col WWF percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro. In collaborazione con l'Associazione Nazionale dei Musei Scientifici, con la quale il WWF ha un Protocollo di intesa decennale, si susseguiranno iniziative dedicate a scoprire la natura in città, dentro e fuori le strutture museali. Grazie alla collaborazione dell'Arma dei Carabinieri, nel solco di una partnership per la difesa dell'ambiente in Italia, verranno aperti gratuitamente 4 Centri di recupero fauna selvatica (CRAS). L'evento centrale sarà a Villa Borghese, il cuore 'verde' di Roma: qui si potrà partecipare a numerose visite guidate tematiche anche con il supporto del Reparto Biodiversità di Roma dei Carabinieri, alla caccia al tesoro,  spettacoli per bambini (a cura del Teatro San carlino). Si potrà assistere all'esibizione dei nuclei cinofili Carabinieri-Forestali. L'evento si concluderà sulla Terrazza del Pincio (dove alle 12,00 è previsto un punto con la stampa) con un concerto della Fanfara dei Carabinieri.